Internet diventa un diritto per tutti: lo sancisce il governo britannico

Il governo britannico ha ha dichiarato la sua posizione riguardo la rete: internet è un diritto inalienabile quindi ha chiesto ai provider di adeguarsi e di offrire accesso a banda larga a chiunque.

Tutti gli Stati vedono internet come un diritto?

La presa di posizione del Department for Digital, Culture, Media & Sport britannico, il 20 dicembre ha comunicato la sua decisione: internet è un diritto pari all’acqua e all’elettricità, quindi tutti dovranno essere in grado di accedere tramite banda larga entro il termine massimo del 2020. Questa decisione è un passo importante per arrivare a sottolineare e rafforzare la neutralità della rete, ma la pensano tutti così?

Sembra di no! Infatti, in America, la Federal Communication Commission ha fatto proprio l’opposto e ha provveduto a dare un forte taglio alla neutralità della rete, cercando di ridurne l’uso, Peccato, perché nel 2014, la Corte Suprema Americana, aveva stabilito che “i device mobili sono una propaggine del corpo umano e come tali non possono essere perquisiti o violati senza un mandato da parte delle autorità”.

E in Italia, come siamo messi? Non siamo secondi all’Inghilterra, visto che già nel 2010, su volere di Stefano Rodotà, era stata presentata la proposta di inserire nella Costituzione l’articolo 21- bis che sancisce: “Tutti hanno uguale diritto di accedere alla rete internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”.

Effettivamente, basterebbe fermarsi un attimo a pensare cosa sarebbe oggi il mondo senza internet e i vari device mobili? Escludendo tutto il mondo lavorativo, finanziario ed economico che si evolve e sviluppa nella rete, anche il semplice cittadino come si troverebbe a vivere senza l’ausilio e il sostegno di internet? Non bisogna dimenticare, infatti, che oltre a ricerca, studio, lavoro e svago la rete permette anche di monitorare, in alcuni casi, salute e sicurezza!

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