Investire in criptovalute, quali monete virtuali scegliere e perché

C’è chi le chiama criptovalute, chi crittovalute, e chi ancora criptomonete. Con questi tre possibili nomi vengono identificate delle valute digitali che presentano la caratteristica di essere paritarie e decentralizzate, e di essere anche sicure per effettuare online i pagamenti di piccolo ed anche di grande importo potendo quasi sempre avvalersi di un regime di totale anonimato.

Quante sono le criptovalute ed i rischi finanziari

Questo, per chi si chiede che cosa sono le criptovalute , sono le monete virtuali come ad esempio il Bitcoin, Ripple, Ethreum, Bitcoin Cash, Cardano, Eos, Verge, Ethereum Classic, Lisk, Stellarlumens, Litecoin e tante altre. Ma per chi vuole investire in criptovalute, quali monete virtuali andare a scegliere, e perché?

Ebbene, al riguardo prima di tutto c’è da dire che attualmente esistono all’incirca 1.500 criptovalute, il che significa che potenzialmente il ventaglio di scelte è molto ampio. Inoltre, tutte le monete virtuali giornalmente fanno registrare delle oscillazioni di prezzo che sono ampie con la conseguenza che investire in criptovalute è sempre e comunque un’operazione a rischio finanziario sia se si aprono posizioni long, ovverosia in acquisto, sia se si scommette al ribasso con l’apertura delle posizioni short.

Ecco le prime 20 criptovalute più scambiate e più capitalizzate

Ed allora, per chi volesse investire sulle criptomonete più capitalizzate e più scambiate giornalmente, e quindi anche facilmente acquistabili e liquidabili al prezzo di mercato, le prime dieci nell’ordine sono attualmente le seguenti: Bitcoin, Ethereum, Ripple, Bitcoin Cash, Cardano, Eos, Litecoin, Stellarlumens, NEO e IOTA. A seguire, dall’11 esimo al 20esimo posto per capitalizzazione, ci sono inoltre in questo momento Dash, NEM, Monero, Ethereum Classic, Lisk, Qtum, Tron, Vechain, Bitcoin Gold e Omisego.

Giornalmente il controvalore complessivo degli scambi è concentrato in prevalenza su queste prime 20 monete virtuali che si possono acquistare e vendere direttamente, 7 giorni su 7, attraverso le piattaforme di scambio. Si tratta dei cosiddetti exchange che sono degli intermediari che, è bene sapere, sono non regolamentati in quanto al momento le criptovalute sono degli asset che, a parte alcuni casi particolari e specifici, non sono state ancora accettate e legittimate dalla finanza tradizionale.

Questo significa che, magari anche se è un po’ più costoso rispetto alla media di mercato, è bene scegliere un exchange di alto profilo, ovverosia con buone recensioni sul web ed anche in grado di offrire la massima sicurezza nelle transazioni in criptovaluta. Da quando sono nate le criptovalute, infatti, non sono stati rari i casi di piattaforme di scambio che sono state hackerate e che hanno dovuto far fronte a furti di criptomonete anche per un controvalore di parecchi milioni di dollari.

Il furto di criptovaluta più recente, ed anche il più clamoroso per controvalore, è quello che ha coinvolto l’exchange giapponese Coincheck. La piattaforma di scambio, nello scorso mese di gennaio del 2018, è stata infatti attaccata dai criminali informatici che hanno sottratto circa 500 milioni di dollari in Nem che è una criptovaluta peer-to-peer, ed anche una piattaforma blockchain, che è entrata in produzione a partire dal 31 marzo del 2015.

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