Nasce la prima casa in canapa e calce

Per i giorni nostri sembra una gran novità, ma già nell’antichità gli uomini avevano capito che abbinare fango e canapa o paglia, era un’ottima soluzione per isolare. Certo, oggi giorno, gioca a favore la tecnologia, però c’è da ammettere che è un’evoluzione di qualcosa già scoperto, ma vediamo un po’ quali sono i vantaggi di questa struttura.

Niente più riscaldamento o condizionamento

Sembra che la canapa offra un isolamento termico tale da non aver più bisogno di riscaldamento. La prima casa passiva in canapa è nata e garantisce, secondo gli esperti, il massimo risparmio energetico. Certo, servono più caldaie, termosifoni, condizionatori, il risparmio è assicurato, ma l’intervento di Assistenza climatizzatori a Roma sarà sempre necessario perché l’impianto idrico è ancora necessario se gli abitanti vogliono farsi il bagno, quindi un idraulico può sempre far comodo. Comunque la bioedilizia sembra molto interessata a questo impiego della canapa, dotato di alta traspirabilità.

La canapa in Italia

Se la costruzione di case in canapa e calce dovesse prendere piede perché vengono confermate le sue potenzialità si verrebbe a creare un problema di fornitura di materia prima, poiché la produzione in Italia è pressoché nulla, a causa di un serie di campagne negative che hanno innescato un vero e proprio proibizionismo. Le coltivazione di canapa sono costantemente tenute sotto controllo e monitoriate in maniera quasi ossessiva a causa dell’hashish e della marijuana che si ottengono dalla resina e dalle infiorescenze femminili.
Una volta la canapa si coltivava normalmente ed era utilizzata per estrazione di olio, per filarla e ottenere tessuti, carta o come mangime per gli animali. Dopo anni di oblio e incertezza, nel 2016 è stata finalmente approvata la legge che regola la lavorazione industriale di tale pianta. I primi chiarimenti sulla coltivazione della canapa si hanno nel 1997 quando Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali emana una circolare che contiene le disposizioni relative alla coltivazione della Cannabis, integrata nel 2002 dalla circolare n. 1 dell’8 maggio e dalla circolare del Ministero della Salute del 2009 le quali sostengono che la canapa può essere prodotta e commercializzata solo sotto forma di semi. Ora, con la legge del 2016, le cose sono cambiate ed è possibile coltivare canapa con sementi registrate in UE e che abbiano un contenuto massimo certificato di THC dello 0,2%. In teoria non è più necessaria nessuna autorizzazione, ma è obbligatorio conservare la documentazione relativa all’acquisto delle sementi, compresi i cartellini.

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