Quando la tecnologia combatte la cellulite

Spesso la cellulite è considerata solo un elemento che disturba l’aspetto estetico di una persona, in realtà la dobbiamo considerare un sintomo. La fastidiosa pelle a buccia d’arancia, infatti, si forma a causa di una preoccupante riduzione del circolo linfatico.

La storia del linfodrenaggio

Per riattivare il circolo linfatico, da molti anni, gli specialisti ricorrono al linfodrenaggio, una tecnica che aiuta a riattivare il sistema combattendo la cellulite. Si effettuano dei massaggi specifici che vanno a lavorare sul sistema linfatico, ma da che cosa è composto questo sistema? Da milza, timo (che in questo caso è una ghiandola e non la pianta aromatica), linfonodi e noduli linfatici.

La tecnica è stata ideata nel 1936 da Emil Vodder e sua moglie Estrid che svilupparono alcune ipotesi del dottor Alexander von Winiwater. Il loro intento non era certo quello di combattere la cellulite, ma quello di risolvere il grosso problema degli edemi che colpiscono gli arti inferiori.

Alla base della cellulite

Le cause che portano alla cellulite possono essere ereditarie oppure causate da sovrappeso, problemi ormonali o poco movimento. Andare in bicicletta, camminare, in particolar modo nell’acqua, consumare frutta e verdura, bere molta acqua e mantenere uno stile di vita sano, aiuta sicuramente a ridurre l’insorgenza dei problemi di drenaggio linfatico.

Stadi della cellulite

La cellulite si divide in 4 stadi, in base alla gravità del problema. Il primo stadio si chiama edematoso ed è completamente reversibile, grazie a cure localizzate come la crema anticellulite baro, completamente naturale, e un buon massaggio per l’applicazione. Basta un semplice massaggio circolare  per far assorbire il trattamento e i risultati saranno visibili in poco tempo.

Il secondo stadio è definito fibroso poiché si affacciano i primi danni a livello cellulare, ma anche in questo caso con unp o’ di costanza e di impegno tutto può tornare a posto, l’importante è intervenire immediatamente. In questa fase, alla crema, si può abbinare un massaggiatore manuale per le gambe e fare un po’ di movimento.

Il terzo stadio inizia ad essere più problematico da combattere e anche il nome dovrebbe destare allarme: sclerotica flaccida! A questo punto, al fattore estetico si abbina quello del dolore. I noduli diventano dolenti perché gli adipociti si sono ingrossati e vengono catturati dalle fibre di collagene che riducono ulteriormente l’ossigenazione delle cellule. Secondo alcuni è ancora uno stadio curabile, ma servono interventi mirati fatti da specialisti con determinate tecnologie.

Il quarto stadio è senza possibilità di ritorno, la pelle prende la forma di un materasso bitorzoluto dovuto alle fibre che comprimono le terminazioni nervose che vanno a intaccare la zona sottocutanea.

 

 

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