Il Como come l’Atalanta gasperiniana, da piccola a gigante che sogna la Champions soprattutto dopo 6 saette

La notte del Sinigaglia si trasforma in un manifesto calcistico. Il Como di Cesc Fabregas travolge il Torino con un clamoroso 6-0, una vittoria larga e mai in discussione che certifica lo stato di grazia dei lariani e li mantiene agganciati al treno Champions. Una prestazione totale, per qualità del gioco, intensità e concretezza sotto porta, che consente ai biancoblù di scavalcare la Juventus in classifica e di portarsi a due sole lunghezze dalla Roma. Un risultato che va oltre il punteggio e racconta una squadra ormai matura, consapevole e ambiziosa. I bookmakers spesso fotografano tra quote e classifiche anche la corsa delle ex piccole squadre, come mostrato sul sito ufficiale di Zipcasino, con il Como troviamo un caso simile all’Atalanta di questi anni o di altre squadre considerate minori che in un solo anno si sono portate a casa il miracolo.

Como e Torino a confronto, dominanza contro difficoltà

La squadra di Fabregas conferma il momento magico, centrando la quinta vittoria nelle ultime sette partite. Un ruolino che rende sempre meno utopica l’idea di un piazzamento europeo a fine stagione. Il Como ha saputo combinare palleggio, tecnica e capacità realizzativa con una naturalezza che ha disorientato il Torino fin dalle prime battute, imponendo ritmi e idee senza mai concedere respiro agli avversari.

Sul fronte opposto, invece, prosegue il periodo negativo della formazione Torino, che incassa la quarta sconfitta consecutiva. Una striscia che allontana il granada dagli obiettivi prefissati a inizio stagione e acuisce le difficoltà di una squadra incapace di reagire nei momenti chiave.

In settimana il presidente Urbano Cairo aveva chiesto continuità, sottolineando la necessità di dare un segnale dopo le ultime prestazioni opache. Le richieste della società, però, sono rimaste inevase. Il Torino si è presentato a Como con un’infermeria affollata, ma le attenuanti legate agli infortuni non spiegano da sole un passivo così pesante.

Dopo 22 giornate, i granata hanno tre punti in meno rispetto alla passata stagione e, soprattutto, hanno già incassato 14 reti in più. Il confronto con l’anno precedente evidenzia una fragilità difensiva che si è manifestata in modo impietoso sul lago. Al termine della gara, i giocatori del Torino si sono recati sotto il settore occupato dai tifosi per incassare una contestazione silenziosa, mentre poco distante Fabregas ringraziava i suoi in cerchio, simbolo di un gruppo compatto e convinto.

Il dibattito tra estetica e risultato, sedici minuti per indirizzare la partita

L’ultima volta che il Como aveva incantato in casa, proprio al Sinigaglia, la prestazione era stata lodata dagli esteti del calcio, salvo poi scontrarsi con il pragmatismo di Massimiliano Allegri. Ne era nato un dibattito quasi da cineforum tra sostenitori del gioco e fautori del risultato a ogni costo.

Contro il Torino, però, la squadra di Fabregas ha messo tutti d’accordo: bel gioco e concretezza si sono fusi in un’unica espressione, cancellando ogni possibile obiezione. La gara è stata di fatto chiusa in appena sedici minuti. All’8’, Douvikas ha sbloccato il risultato su un perfetto lancio di Da Cunha, firmando il suo decimo gol stagionale e il settimo in campionato, favorito dal mancato contrasto di Coco. La risposta del Torino è stata timida, limitata a un destro innocuo di Adams che non ha impensierito la retroguardia lariana.

Al 16’ è arrivato il raddoppio di Baturina, uno dei giocatori più in forma del momento, che ha battuto Ismajli con facilità. Il difensore granata, peraltro, è stato costretto poco dopo ad abbandonare il campo per un problema fisico, aggravando ulteriormente l’emergenza della squadra di Baroni.

La lettura di Baroni e il presente granata

Nel dopo gara, Baroni ha spiegato come la squadra abbia pagato duramente le numerose assenze e la mancanza di solidità nei momenti decisivi. Ha riconosciuto che l’approccio iniziale non è stato all’altezza e che, una volta subito il doppio svantaggio, il Torino non è più riuscito a restare compatto né mentalmente né tatticamente.

Il tecnico ha sottolineato la necessità di ritrovare equilibrio e fiducia, ribadendo che solo attraverso il lavoro quotidiano sarà possibile uscire da una fase così complicata. Mentre dagli altoparlanti risuona la musica di Davide Van De Sfroos, il Sinigaglia celebra una squadra che sogna in grande. Il Como di Fabregas non si nasconde più: il quarto posto è alla portata e la Champions non è più solo un’illusione romantica, ma un obiettivo concreto.

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