F1, ‘Dolphin’ è un mistero: ecco perché le auto saltano sui rettilinei

Fenomeno fastidioso associato alla nuova vettura “effetto suolo” vinta nei test di F1 a Barcellona: questa è la natura del Porpoising e perché evitarlo è la chiave del successo. I test pre-stagionali di F1 a Barcellona si sono appena conclusi con un bel traguardo di Lewis Hamilton, il suo primo ritorno in gara da quando il Gran Premio di Abu Dhabi lo ha maledetto il 12 dicembre in testa alla classifica. La tre giorni del Circuit de Catalunya ha avuto un vincitore indiscusso: i cosiddetti “delfini”. Ma qual è il fenomeno fastidioso di cui parlano tutti nel paddock di Barcellona in questi giorni?

F1, stress ed effetti del suolo

Può essere tradotto come “rimbalzare”, o meno letteralmente “pompare”. Infatti, le monoposto di Formula 1 si sono ripresentate, con il ritorno del concetto “effetto suolo”, dove erano appiccicate all’asfalto con i cosiddetti venturi, tunnel scavati nel fondo della vettura, che convogliavano l’aria verso l’estrattore e sfruttando la differenza di pressione, generano carico aerodinamico. Vuoi sapere se la tua ditta ha successo? clicca qui

La differenza di pressione tra l’aria sopra e sotto il corpo attraverso il corpo è una fonte di presa che può farti superare rapidamente gli angoli, ma può anche essere un’arma a doppio taglio sui rettilinei. Fu in questo senso che i tecnici della scuderia si trovarono a dover fare i conti con il fenomeno della focena senza pinne sconosciuto da 40 anni, dopo che le macchine ad effetto suolo furono bandite dal GP. Nuove emozioni vuoi iniziare a scommettere anche tu, aggiornati per maggiori informazioni tra scommesse e casinò cerca solo i siti migliori.

…il problema del rimbalzo

I primi video della nuova monoposto di F1 sui lunghi rettilinei del circuito di Barcellona evidenziano chiaramente il problema, e quello che gli ingegneri hanno un disperato bisogno di affrontare. Infatti, alle alte velocità, l’aria spingerà naturalmente la macchina verso il basso fino a creare uno stallo, che può causare un’improvvisa perdita di carico e farla… (in realtà) rimbalzare. A questo punto l’aerodinamica e il venturi tornano in condizioni di lavoro, spingendo nuovamente la vettura verso il basso fino al prossimo stallo.

È così che inevitabilmente si verifica l’anello oscillante – che sembra quasi trasformare l’astronave di Formula 1 in una goffa rana saltellante – fino al momento in cui il pilota non preme il pedale del freno per affrontare la curva 1.

 Il problema dell’equilibrio

Questo problema era ben noto negli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80, ma non si manifestava nella prima “uscita” del simulatore o nella galleria del vento, e per questo motivo la parola “delfino” era a Barcellona quella settimana, sembrava che le squadre fossero state colte alla sprovvista.

Soluzione? Semplice e lineare, a patto di non prestare attenzione alle prestazioni: irrigidire le sospensioni per ridurre le vibrazioni e, soprattutto, aumentare l’altezza da terra. Il ripiego, però, rischia di essere troppo prudente, e quindi di perdere carico aerodinamico e velocità in curva.

Per questo, come in F1, sarà un problema trovare il giusto equilibrio abbassando il più possibile la vettura prima di scatenare l’attacco dei delfini. Come ha suggerito il team principale della Ferrari Mattia Binotto in una conferenza stampa, la prima persona che risolverà l’enigma avrà un grande vantaggio su tutti gli altri…

 

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