Ferrari, investimenti e piloti in 8 anni. Tabù per il Mondiale

Punto debole il motore da fine 2019 dopo che la Fia è intervenuta. Rispetto al 2020 ci sono stati dei progressi ma si stanno pagando i ritardi con l’inizio dell’era ibrida. Anche il 2021 per la Ferrari è un anno di alti e bassi e sui saliscendi Spa-Francorchamps la situazione non si è modificata.

Nelle qualifiche c’è stata una prestazione pessima e questo ha comportato, a causa del diluvio e di soli due giri dietro la Safety Car, il risultato della domenica. Una riflessione deve essere fatta esaminando:

George Russell che ha ottenuto un secondo posto con la Williams, Charles Leclerc e Carlos Sainz fuori dai primi dieci e in Q2 l’eliminazione ottenendo poi ottavo e decimo posto ma grazie alle penalità e agli incidenti di Bottas, Norris e Perez.

Parliamo di auto con problemi e ci viene spontaneo il paragone con la casa perché “la casa è una macchina dove abitare”. Se c’è un problema con la casa è importante come quelli di una Ferrari quindi come a Maranello si affidano a tecnici bravissimo così l’agenzia immobiliare San Paolo Roma lo fa con le case.

Cosa succede alla rossa?

Abbiamo assistito ad una Williams che, nonostante la crisi, è riuscita con un assetto da pioggia e i cavalli motore della Mercedes nell’impresa. Allora cosa manca alla Ferrari nonostante due piloti di valore? Il problema è tecnico e viene dal passato.

Torniamo al 2019 e all’inchiesta nata dalla presunta irregolarità delle power unit di Maranello che ha comportato una pesantissima multa dalla Fia. Dopo di ciò la squadra dal punto di vista motoristico e delle nuove disposizioni tecniche si è trovata all’inseguimento vivendo un 2020 disastroso e un 2021 la copia del precedente.

Nel circuito di Spa nei rettilinei è fondamentale la velocità e i tecnici hanno optato per un assetto aerodinamico di accomodamento per non rovinare la macchina che rispetto alla Mercedes, Honda e Renault è carente di cavalli. La scelta non è stata premiata a causa della pioggia intensa.

Il circuito belga si sapeva che non era proprio favorevole alla Ferrari ed era stato anticipato dal team principal Mattia Binotto mentre a Monza ci dovrebbe essere meno criticità in una pista più veloce ma lineare.

Quali i progressi ottenuti

Dei progressi ci sono stati su altri fronti ed è uscito fuori il punto debole principale considerando che nel 2020 e nel 2021 c’è stato il congelamento dei telai che il regolamentosalva spese” ha imposto.

Quest’anno c’è stato un miglioramento anche per la power unit ma non è bastato se lo si paragona alla Honda che è riuscita a fare un salto ed ha consentito a Verstappen e alla Red Bull contro la Mercedes di Hamilton di combattere per il titolo.

Da oggi in avanti la scuderia di Maranello inserirà altre parti evoluzioni sulla power unit così da migliorarne le prestazioni e per il 2022 prefigurare il motore che sarà fondamentale per la rossa e per la sua riscossa. Questo potrebbe essere il modo per fare la differenza in un sistema che prevede restrizioni aerodinamiche e telaistiche.

Per John Elkann il presidente la pole di Leclerc a Montecarlo e a Baku, secondo posto nel Principato di Sainz e a Silverstone di Charles ancora sono numeri piccoli per i suoi desideri. Un pensiero va al GP d’Ungheria dove l’Alpine ha vinto con Esteban Ocon. Il problema dei piloti dipende dai limiti della vettura.

Il Cavallino in ritardo per i motori ibridi

In questi otto anni dove è arrivata l’era dei motori ibridi c’è stato un dominio assoluto della Mercedes che solo ora la Red Bull-Honda è riuscito ad insidiare mentre il Cavallino ha mantenuto un passo malfermo nonostante gli investimenti siano stati alla pari della concorrenza anglo-tedesca.

In F1 il budget di 400 milioni annui non dà la sicurezza del successo se i soldi non sono affiancati da motivazione, capacità tecniche e organizzative e dall’inventiva. Già da Luca Montezemolo c’è stato un errore di valutazione tra impatto ed equilibri del Mondiale sull’elettrificazione.

Fernando Alonso ne fece le spese nell’ultima stagione in rosso e con la F14T che è risultata fallimentare. La ricostruzione venne effettuata negli anni successivi con la nuova era di Marchionne e con Vettel e Arrivabene. La lotta per la Ferrari arrivò nel 2017 e 2018 con le vittorie ma che meritavano un finale migliore.

Da Marchionne ad oggi

Rimane un mistero quello che successe dopo specialmente con la morte improvvisa di Marchionne che lasciò un vuoto a Maranello nella leadership. Nel 2019 la Ferrari ebbe come risultato una perdita di terreno e la difficile vicenda con la Fia portò anche ad un offuscamento delle tre vittorie di Spa, Monza e Singapore.

Binotto dopo che James Allison venne licenziato ha fatto un ottimo lavoro come direttore tecnico e l’arrivo a team principal ha portato il suo percorso fino ad oggi tutto in salita. Allison che è passato alla Mercedes ha collezionato Mondiali. Il 2022 è il termine per la Ferrari per non commettere più errori e arrivare a risorgere.

Con il nuovo ciclo tecnico non si possono commettere più errori altrimenti ci vorranno ulteriori anni per raggiungere gli avversari. Esame decisivo per Binotto e i responsabili che rivestono dei ruoli chiave come Enrico Cardile. Quest’uomo è cresciuto con Todt e Schumacher accanto ed ha l’impegno perentorio di non far rimpiangere il passato.

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