La ristorazione ai tempi del Coronavirus

A partire dall’inizio del 2020, l’economia di quasi tutti i paesi sta risentendo dell’emergenza legata al Covid-19, e ovviamente alcuni settori risultano più colpiti di altri. Tra questi rientra, inevitabilmente, quello della ristorazione, che a seconda dei paesi risente di divieti, restrizioni, o semplicemente di una più che comprensibile paura dei luoghi affollati da parte dei potenziali clienti.

Oltre a essere uno dei settori più colpiti, sarà anche uno di quelli che avrà più difficoltà a tornare ai livelli di prima della pandemia, visto e considerato che l’allentamento delle misure sarà graduale e non si completerà nell’arco di poche settimane.

I ristoratori sono così chiamati a correre ai ripari, per limitare le perdite, o in alcuni casi più gravi evitare la chiusura forzata, e in questo possono affidarsi a due forme molto più sicure di distribuzione del cibo: il delivery, e il take away.

Per diversi ristoranti, abituati a un tipo di rapporto molto tradizionale con il cliente. questa operazione può essere piena di ostacoli, ma ciò può riservare interessanti opportunità, che potrebbero mantenersi anche quando sarà possibile tornare a mangiare al ristorante senza bisogno di adottare norme restrittive, che possono risultare limitanti, o addirittura fastidiose.

Tra queste opportunità c’è sicuramente quella di stabilire un nuovo tipo di comunicazione con il cliente, più rapida e più efficace, che può risultare conveniente per entrambe le parti in causa.

La comunicazione tra ristoranti e clienti, la riduzione della distanza tra di loro, e sulla base di questo l’orientamento della scelta del ristorante, sono alla base di Sluurpy, progetto nato da una startup emiliana, residente a Bologna, nel 2013.

Da allora Sluurpy ha avuto una crescita costante nel corso degli anni, che nel 2019 ha portato oltre 12.000.000 di persone a visitare le sue pagine per reperire informazioni sui ristoranti.

Il punto fermo della proposta del servizio di Sluurpy è la digitalizzazione del menù, ovvero la trasformazione in digitale del menù cartaceo di un ristorante, che messo a disposizione sul sito e che gli utenti possono sfogliare in piena comodità.

Il servizio è fornito gratuitamente ai ristoratori, ed è stato potenziato da quando è iniziato lo stato di emergenza, proprio per permettere una maggiore efficienza del servizio.

Gli utenti, che già prima apprezzavano la possibilità di sfogliare il menù, in situazione di lockdown hanno trovato in Sluurpy un valido aiuto per orientarsi nella scelta del ristorante da cui ordinare cibo in modalità delivery o take away.

Dal 2019 Sluurpy, forte del successo italiano, ha iniziato a fornire i propri servizi anche all’estero, partendo dal Regno Unito, dove ha trovato subito un terreno fertile per la propria missione, per poi arrivare in Francia, Spagna, Germania, e anche oltreoceano, negli Stati Uniti, e in alcuni paesi dell’America Latina, dove, soprattutto in Colombia e Argentina, ha ottenuto un successo inaspettato.

All’inizio del 2020 Sluurpy ha portato ad oltre 70 i paesi in cui è presente, e attualmente, solo sul network straniero, può contare su circa 400.000 menù, con l’obiettivo di arrivare al milione nell’arco di pochi mesi.

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