LUIS ENRIQUE: “L’INTER CI SOMIGLIA, SARÀ UNA FINALE SPETTACOLARE”

Il tecnico del PSG carica l’ambiente in vista della finale di Champions: “Continueremo a giocare secondo il nostro DNA”. Parole al miele per Donnarumma e Kvaratskhelia

Una finale tra due squadre specchio. È questo il pensiero di Luis Enrique a pochi giorni dall’attesissimo appuntamento di Monaco che metterà di fronte il suo Paris Saint-Germain e l’Inter di Simone Inzaghi. Durante il media day organizzato dalla UEFA, il tecnico asturiano ha mostrato entusiasmo e rispetto per l’avversario, tratteggiando il profilo di quella che promette di essere “una delle finali di Champions League più belle degli ultimi anni”.

Il valore di una finale

“Giocare una finale di Champions capita raramente nella carriera di un calciatore e di un allenatore”, ha esordito l’ex commissario tecnico della Spagna. “È una partita diversa per attese e pressione, ma rappresentava l’obiettivo che ci eravamo prefissati fin dall’inizio della stagione. Adesso ci siamo arrivati e non vediamo l’ora di scendere in campo per dimostrare il nostro valore”.

La consapevolezza dei propri mezzi si accompagna al rispetto per un avversario che Luis Enrique considera di primissimo livello: “L’Inter ci assomiglia perché è una formazione che interpreta un calcio eccellente. Sanno attaccare con gli attaccanti ma anche costruire dal basso partendo da Sommer. Sono capaci di difendere alto, mantenere il possesso palla e all’occorrenza chiudersi con ordine. Mostrano grande forza negli attacchi di movimento e sui calci piazzati.”

Due filosofie simili, un solo trofeo in palio

Il parallelismo tracciato da Luis Enrique tra le due finaliste evidenzia quanto questa sfida possa risultare tatticamente affascinante: “Affronteremo una squadra che disputa la sua seconda finale in tre anni, guidata da un tecnico eccellente. Ma anche noi abbiamo l’occasione di scrivere la storia e in questa finale continueremo a giocare secondo il nostro DNA, senza tradire i principi che ci hanno portato fin qui”.

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Donnarumma, l’orgoglio italiano

Tra i protagonisti attesi di questa finale c’è certamente Gianluigi Donnarumma, il cui contributo è stato determinante nel percorso europeo dei parigini. Per l’estremo difensore italiano sarà una partita dal sapore particolare contro una formazione del suo paese natale: “Può essere uno stimolo supplementare o un motivo di pressione in più, dipende da come la interpreta”, ha commentato Luis Enrique.

“Ma Gigio ha accumulato molta esperienza e non ho alcun dubbio che saprà gestire la situazione nel modo migliore. È migliorato notevolmente in questa stagione, e ho la sensazione di ritrovare quel Donnarumma straordinario che avevo già ammirato durante l’Europeo di calcio”.

Una squadra vera anche senza Mbappé

Il tema dell’addio di Kylian Mbappé è inevitabilmente emerso, ma Luis Enrique ha sottolineato come il PSG abbia saputo evolversi positivamente: “Lo scorso luglio tutti ipotizzavano che avremmo segnato la metà dei gol. Invece ne abbiamo realizzati di più, producendo anche un numero maggiore di assist distribuiti tra più giocatori. Era proprio questo il nostro obiettivo”.

Come dimostra l’applicazione della tecnologia avanzata nei sistemi di gioco moderni, il calcio attuale premia sempre più le soluzioni collettive rispetto ai singoli fuoriclasse, filosofia che Luis Enrique ha saputo implementare alla perfezione nel suo PSG.

“Siamo cresciuti grazie alla generosità dei giocatori, sebbene anche nella passata stagione fossimo una squadra autentica: abbiamo conquistato campionato e coppa nazionale, raggiungendo la semifinale di Champions League”.

Il nuovo corso con Kvaratskhelia

Se da un lato il PSG ha perso il suo fuoriclasse francese, dall’altro ha saputo rigenerarsi con l’arrivo di Khvicha Kvaratskhelia a gennaio, rapidamente integrato negli schemi parigini: “Sono estremamente soddisfatto delle sue prestazioni e di quelle di tutti i miei attaccanti, poiché svolgono un lavoro straordinario anche in fase difensiva, che rappresenta l’aspetto più complesso per chi gioca nel reparto offensivo”.

Luis Enrique ha concluso esaltando la mentalità collettiva che ha plasmato nella squadra: “In questo gruppo tutti condividono la stessa filosofia, dai portieri ai difensori che oltre a proteggere la porta devono fornire i migliori palloni agli attaccanti. La chiave è sempre giocare da squadra. In questa stagione abbiamo compiuto progressi significativi sotto questo aspetto. E credo che i miei calciatori ne siano orgogliosi quanto me”.

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